Come accompagnare con la chitarra

Sia che suoniamo in una band, in orchestra, con un cantante o uno strumento a fiato la maggior parte del tempo la passeremo suonando l'accompagnamento da soli o con la sezione ritmica, è perciò essenziale che un chitarrista sviluppi da subito questa capacità.


ACCOMPAGNARE DA SOLI O CON LA SEZIONE RITMICA


Saper accompagnare bene è altrettanto difficile che eseguire un assolo, se non di più, anche se meno appariscente.

Il ruolo di chi accompagna cambia notevolmente a seconda del contesto, le principali differenze le incontriamo se siamo da soli ad accompagnare, come per esempio in un duo chitarra e voce, oppure se suoniamo con la sezione ritmica, quindi con basso e batteria.

Nel primo caso saremo noi a dover reggere tutto, il nostro accompagnamento dovrà prima di tutto essere solido dal punto di vista ritmico, e nello stesso  tempo dovremo curare l’arrangiamento di ogni brano per offrire varietà.

Nel secondo caso saremo più liberi di muoverci e di interagire con gli altri musicisti come se stessimo dialogando, non dovremo essere rigidi nell’arrangiamento ma considerare che anche mentre accompagniamo stiamo improvvisando. Il modo di accompagnare infatti viene determinato dall’interplay, saranno le frasi degli altri musicisti, sia solisti che ritmici, che di volta in volta ci permetteranno di costruire il nostro accompagnamento e viceversa noi offriremo stimoli agli altri musicisti con il nostro accompagnamento.

Altri fattori che determinano il modo in cui accompagniamo sono la velocità del brano e lo stile musicale. Lo stile di riferimento In una orchestra che interpreta lo swing degli anni 30, 40 e 50 sarà quello di  Freddie Green che però non potremo applicare in un contesto più moderno la cui esigenza non è quella di far ballare.

Tenendo quindi conto che per poter sentire un accompagnamento reale è necessario avere anche la ritmica andiamo a studiare alcune modalità che possono venire a crearsi nei diversi contesti, ma ricordando, quando ascoltiamo jazz, di prestare attenzione al ruolo della chitarra (o anche del piano) quando accompagna.


CINQUE ESEMPI DI ACCOMPAGNAMENTO


In questa lezione mostrerò cinque esempi  sulla  prima parte della struttura armonica  di Autumn Leaves, è importante notare che ciò che ho scritto è solo una delle tante possibilità che il jazzista ha di fronte mentre improvvisa ed è il motivo che rende questa musica così interessante.


ESEMPIO 1

Nel primo esempio abbiamo suonato con gli shell chords, accordi costituiti da fondamentale, terzo e settimo grado di ogni accordo. Nel caso in cui dovessimo suonare anche con la sezione ritmica non dovremo suonare la fondamentale per evitare di andare a cozzare con il basso, questo concetto resta valido anche per gli esempi che seguiranno.

In questo esempio il nostro riferimento sarà l'orchestra, con la chitarra che riproduce i fiati, prestando particolare attenzione al ritmo, quindi dovremo pensare come se fossimo dei batteristi, accentando leggermente il due e il quattro di ogni movimento. 

Nella battuta quattro c’è un’anticipazione di un accordo posto un semitono sotto l’accordo della battuta cinque, l’anticipare gli accordi di un semitono sotto o sopra è una pratica frequentissima del jazz classico che conferisce groove al brano.


ESEMPIO 2

Nel secondo esempio gli accordi seguono la melodia, che procede con moto discendente e riempiendo gli spazi in cui non c’è il tema come se lo stesse commentando. In questo esempio è importante che il tema non vada a scontrarsi con le note dell’accompagnamento, bisogna quindi ascoltare con grande attenzione il solista, l’esperienza e il conoscersi tra musicisti eviterà brutte sorprese (quasi sempre). 


ESEMPIO 3

Nel terzo esempio la melodia dell’accompagnamento procede in senso contrario rispetto al tema di Autumn Leaves che è discendente, infatti sale per tutte e otto le misure, creando quindi un interessante contrasto. Anche in questo caso bisogna fare attenzione a non suonare degli intervalli che vadano a scontrarsi con la melodia.


ESEMPIO 4

Il quarto esempio è in un certo senso l’opposto dei precedenti, infatti la melodia non si muove e crea un pedale con l’armonia. In questo caso ho utilizzato la note Re, ma avrei potuto scegliere un’altra nota in comune agli accordi, anche la durata del pedale può variare in base al nostro gusto.


ESEMPIO 5

Nel quinto esempio alla linea di basso ho inserito un accordo sul levare del primo movimento. Questo stile risulta particolarmente utile se si è da soli ad accompagnare un cantante o uno strumento a fiato,  Joe Pass nel duo con Ella Fitzgerald spesso lo utilizzava per creare l’illusione che ci fossero due strumenti. Anche se il primo e il terzo movimento risultano i preferibili, l’accordo può essere inserito in qualsiasi movimento della battuta, sia sul battere che sul levare, naturalmente la varietà crea sorprese e la prevedibilità, a meno che non sia voluta, è sempre da evitare. 


CONCLUSIONE


Con questi cinque punti sull’accompagnamento naturalmente non ho esaurito tutte le possibilità a disposizione, si tratta più che altro di idee da utilizzare, anche alternandole, mentre accompagniamo.

In alcuni degli esempi che ho proposto è evidente l’influenza del contrappunto, da questo punto di vista ascoltiamo anche la musica classica, J.S. Bach continua ad essere una grandissima fonte di ispirazione per tutti i musicisti. 

Per concludere vi invito ad ascoltare i grandi del jazz, il duo Bill Evans e Jim Hall, o Wynton Kelly con Miles e Coltrane saranno per sempre un punto di riferimento per chiunque voglia avvicinarsi a questo meraviglioso genere musicale chiamato jazz.

Due parole sull'autore

Pierpaolo Manca

Pierpaolo è un chitarrista, compositore e didatta jazz con più di 40 anni di esperienza con lo strumento. Si è esibito in numerose rassegne, ha registrato tre dischi jazz con sue composizioni originali ed uno in omaggio alla musica di Stevie Wonder.

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